Come funziona una radio VHF? Capire, regolare e usare la VHF in mare
Hai una radio VHF marina a bordo (o stai pensando di installarne una), ma tra canali, portata, impostazioni e DSC, è facile fare confusione. Questa guida spiega in modo semplice come funziona una VHF, come regolarla per essere ascoltato bene e come usarla correttamente in porto e in mare — con script pronti all’uso e una diagnostica chiara in caso di problemi.
- Radio VHF marina: a cosa serve esattamente?
- Come funziona una radio VHF (spiegazione semplice)?
- Qual è la portata di una radio VHF marina?
- Come regolare una VHF: squelch, potenza, ascolto?
- Quali canali VHF usare (16, 9, 72…) e perché?
- DSC: a cosa servono il pulsante “DISTRESS” e l’MMSI?
- Come fare una chiamata VHF: frasi pronte da usare
- Serve una licenza o un SRC/CRR per usare una VHF?
- Antenna VHF: posizione, cavi, errori frequenti
- Perché la mia VHF non trasmette o non riceve? (diagnosi)
- Quale VHF scegliere: fissa o portatile, con o senza DSC?
- Riepilogo: impostazioni, canali, script, errori da evitare
- FAQ rapida (domande frequenti)
Radio VHF marina: a cosa serve esattamente?
La radio VHF marina (Very High Frequency) è il modo più diretto per comunicare in mare: con un’altra barca, un porto, una capitaneria, o i soccorsi (MRCC/CROSS). Dove il telefono può perdere il segnale, la VHF resta uno strumento affidabile, semplice e soprattutto pensato per la sicurezza.
In concreto, serve a: annunciare una manovra (incrocio, ingresso in porto), contattare una capitaneria, comunicare tra barche (navigazione in gruppo) e lanciare un allarme in caso di problema. Una volta capite le basi (portata, impostazioni, canali), l’uso diventa molto naturale.
Da ricordare: la VHF non è “una radio come le altre”. Segue regole d’uso (canali, procedure) per farsi capire in fretta, soprattutto quando conta.
Come funziona una radio VHF (spiegazione semplice)?
Una VHF funziona come un “walkie-talkie marino”: si preme per parlare e si rilascia per ascoltare. Questa logica si chiama simplex (parla una sola persona alla volta). Alcuni canali sono in duplex (due frequenze separate: una per trasmettere, una per ricevere), spesso usati per comunicazioni specifiche con stazioni a terra.
Quali sono gli elementi che fanno funzionare una VHF?
Una VHF si basa su quattro elementi chiave: l’apparato (fisso o portatile), il microfono (con tasto PTT), l’antenna (indispensabile su una VHF fissa) e l’alimentazione (batteria di bordo o batteria interna su un portatile).
La VHF trasmette su frequenze marine intorno a 156–162 MHz. Non serve impararlo a memoria, ma spiega una cosa importante: queste onde viaggiano soprattutto “a vista”, un po’ come un faro. Più l’antenna è alta e ben installata, più la comunicazione è efficace.
VHF, UHF, CB: qual è la differenza?
È una domanda comune: una VHF marina non comunica con una CB. La CB non usa la stessa banda di frequenze, né gli stessi canali, né gli stessi usi. L’UHF è un’altra gamma di frequenze, spesso usata per altre reti radio (professionali, walkie-talkie, ecc.). In altre parole: anche se “sembra” una radio, non è la stessa “lingua”.
Qual è la portata di una radio VHF marina?
La portata di una VHF dipende principalmente dalla linea di vista. In pratica, la VHF “vede” lontano se l’antenna è alta e nulla blocca il segnale (rilievi, scogliere, edifici, maltempo). Ecco perché una VHF fissa con antenna in testa d’albero non si comporta come un portatile tenuto in mano.
Perché la portata VHF varia così tanto da una barca all’altra?
Ecco i fattori che influenzano di più la portata:
- Altezza dell’antenna: più è alta, più aumenta la portata.
- Qualità del cavo coassiale: un cavo usurato “mangia” il segnale senza che si noti.
- Connettori (ossidazione, falsi contatti): causa classica di portata ridicola.
- Potenza (1W / 25W a seconda dei modelli): utile, ma meno decisiva dell’antenna.
- Ambiente: rilievi, meteo, traffico radio, disturbi elettrici a bordo.
Consiglio semplice: se sei indeciso tra “apparato più potente” e “antenna/cavo migliori”, migliora prima l’antenna e l’installazione. Spesso è lì che si guadagna la vera portata.
Come regolare una VHF: squelch, potenza, ascolto?
Una VHF regolata male può far pensare che “non funzioni” quando invece funziona. Le tre regolazioni più importanti sono lo squelch, la potenza e l’ascolto.
Cos’è lo squelch (e come si regola)?
Lo squelch è un “filtro” che elimina il fruscio quando nessuno parla. Troppo chiuso e non sentirai i segnali deboli. Troppo aperto e sentirai rumore continuo. Metodo semplice: aprilo finché senti un leggero fruscio, poi chiudilo quel tanto che basta per farlo sparire.
Potenza Low/High: quando usare 1W o 25W?
La maggior parte delle VHF offre una potenza bassa (spesso ~1W) e una potenza alta (spesso ~25W). In pratica: potenza bassa per comunicare vicino (porto, manovre, ancoraggio), potenza alta se aumenta la distanza o la ricezione è difficile. Tenere la potenza bassa di default aiuta anche a non affollare inutilmente l’etere.
Doppio ascolto / Triplo ascolto: a cosa serve?
Il doppio ascolto permette di ascoltare contemporaneamente il canale 16 (sicurezza) e il tuo canale di lavoro (porto, barca-barca). In pratica è un’ottima impostazione appena sei in navigazione. Il triplo ascolto aggiunge un terzo canale a seconda dei modelli.
Quali canali VHF usare (16, 9, 72…) e perché?
I canali VHF sono preimpostati. L’idea non è conoscerli tutti, ma ricordare una logica: si chiama su un canale dedicato, poi si passa a un canale di lavoro se necessario.
Quale canale ascoltare in VHF (le basi)?
Il riflesso più noto: il canale 16 è il canale di chiamata e di sicurezza. Si usa per contattare una stazione, segnalare un’emergenza o restare in ascolto in mare. Poi, se la conversazione deve continuare, ci si accorda per passare su un altro canale.
Canale 9, 72, 77… come orientarsi?
Molti porti usano il canale 9 come canale di chiamata (dipende dalla zona). Tra barche si usano spesso canali barca-barca (secondo zona e abitudini). L’importante è essere brevi, chiari ed evitare di monopolizzare un canale di sicurezza.
Consiglio pratico: annota sul bordo (o sul telefono) il canale del tuo porto abituale. Evita di cercare all’ultimo minuto quando l’avvicinamento richiede già attenzione. E se stai preparando una manovra in porto, un promemoria utile: vedi la nostra guida all’ormeggio.
DSC: a cosa servono il pulsante “DISTRESS” e l’MMSI?
Il DSC (Digital Selective Calling) è una funzione di sicurezza fondamentale. Su una VHF con DSC, puoi inviare un allarme digitale (per esempio con il pulsante DISTRESS) che trasmette l’identità dell’imbarcazione e, se la VHF è collegata al GPS, la posizione.
Cos’è l’MMSI?
L’MMSI (Maritime Mobile Service Identity) è un identificativo a 9 cifre associato alla tua installazione radio. Aiuta i soccorsi a identificare la barca e a richiamarti più facilmente. È particolarmente utile in un allarme DSC.
VHF + AIS: un duo che rassicura in navigazione
Alcune installazioni combinano VHF e AIS (oppure usano apparecchi separati). L’AIS scambia informazioni di posizione tra navi (a seconda dell’equipaggiamento) e migliora la lettura del traffico. Se vuoi capire in modo semplice l’utilità e i limiti dell’AIS, puoi leggere: la nostra guida AIS.
Come fare una chiamata VHF: frasi pronte da usare
La VHF è efficace quando sei breve e chiaro. Non serve un linguaggio complicato: bastano alcune abitudini. Ecco degli script semplici che puoi adattare.
Procedura di chiamata VHF alla capitaneria (esempio)
Canale di chiamata (spesso 9 o altro a seconda del porto): “Capitaneria di [Nome del porto], capitaneria di [Nome del porto], qui [Nome della barca], passo.”
Se risposta: “Qui [Nome della barca]. Chiedo un posto per la notte / un’informazione. Siamo all’ingresso del canale. Passo.”
Comunicazione tra barche: come parlare senza saturare
Identifica prima la barca, di’ il tuo nome, spiega il motivo e proponi un canale di lavoro se deve durare. Esempio: “Barca [Nome], barca [Nome], qui [Tuo nome]. Puoi confermarmi la tua intenzione all’incrocio? Passo.”
Emergenza: le parole che contano (e quelle da evitare)
In mare, alcune parole hanno un significato preciso. La più nota: “MAYDAY” è riservata alla distress (pericolo grave e immediato). In parole semplici: è una parola da non usare “per provare” o “per scherzo”. Se è serio ma non immediatamente vitale, si usa un messaggio di urgenza (tipo “PAN-PAN”, a seconda della situazione).
In Francia: in mare, l’allerta si fa prioritariamente su VHF canale 16. In alternativa (o da terra), il numero di emergenza mare è 196 (e il 112 è possibile). In ogni caso, mantieni il messaggio semplice: chi sei, dove sei, cosa sta succedendo, quante persone.
Serve una licenza o un SRC/CRR per usare una VHF?
Le regole dipendono soprattutto da dove navighi (acque francesi o internazionale) e dal tipo di VHF (portatile, fissa, con DSC). L’idea qui non è confonderti, ma darti la logica più chiara: più l’attrezzatura è “potente” e “sicurezza avanzata” (DSC), più ci sono requisiti (formazione, licenza, identificazione).
Se navighi all’estero, spesso viene richiesto un SRC/CRR (o equivalente). In Francia, i requisiti possono variare a seconda dei casi (portatile senza DSC, fissa, DSC). Se hai dubbi, la cosa migliore è verificare in base alla tua configurazione.
Antenna VHF: posizione, cavi, errori frequenti
Molti problemi VHF dipendono dall’antenna, non dall’apparato. Una VHF fissa senza antenna (o con collegamenti scadenti) può trasmettere molto male e persino mettere a rischio l’attrezzatura. Su una barca a motore, l’antenna si monta spesso in alto (T-top, roll-bar, arco). Su una barca a vela, l’antenna in testa d’albero offre più portata, ma richiede un cavo più lungo (quindi un’installazione curata).
I 5 errori di installazione che rovinano una VHF
- Cavo coassiale troppo lungo o di scarsa qualità, con forti perdite.
- Connettore crimpato male o ossidato: il segnale “si perde” al passaggio.
- Antenna troppo bassa: portata deludente anche ad alta potenza.
- Passaggio vicino a fonti di disturbo (alcuni cablaggi, convertitori, ecc.).
- Testare la trasmissione senza carico adeguato (a seconda dell’attrezzatura): seguire sempre le raccomandazioni del produttore.
Materiale utile: per attrezzature e accessori legati alla VHF, puoi consultare Strumenti di navigazione (antenne, accessori, strumenti di navigazione).
Perché la mia VHF non trasmette o non riceve? (diagnosi)
Quando una VHF “non va”, quasi sempre si può isolare il problema con un metodo semplice. L’idea è controllare prima le cause più frequenti, prima di accusare l’apparato.
Sintomo: “Ricevo, ma non mi sentono”
- Potenza rimasta su Low: passa su High se sei a distanza.
- Micro / PTT: possibile falso contatto (prova un altro micro se compatibile).
- Connessione antenna: prima causa sulle VHF fisse (ossidazione, allentamento).
- Antenna difettosa: urto, invecchiamento, infiltrazioni.
Sintomo: “Non sento nulla (o quasi)”
- Squelch troppo chiuso: aprilo e poi chiudilo delicatamente.
- Volume (banale ma comune): controlla anche un eventuale modo silenzioso.
- Canale: assicurati di essere su un canale attivo (16 per test d’ascolto, o canale porto secondo zona).
- Antenna/cavo: una ricezione debole è spesso segno di installazione stanca.
Sintomo: “Portata ridicola, anche ad alta potenza”
Nella maggior parte dei casi è antenna + cavo + connettori. Un po’ di ossido o un cavo danneggiato può ridurre molto la portata. Se vuoi migliorare a lungo termine, privilegia un controllo accurato della linea d’antenna.
Quale VHF scegliere: fissa o portatile, con o senza DSC?
La VHF giusta dipende soprattutto dal tuo programma: uscite giornaliere vicino costa, crociere regolari, navigazione notturna, zone più isolate… L’obiettivo è avere un apparato semplice da usare e davvero utile quando serve.
VHF fissa: per chi?
La VHF fissa è ideale se esci spesso e vuoi una portata stabile. È alimentata dalla batteria di bordo, può essere collegata al GPS (a seconda dell’installazione) e usa un’antenna dedicata. In cambio, l’installazione deve essere fatta bene.
VHF portatile: per chi?
Il portatile è ottimo come backup (in una sacca stagna), per il tender, all’ancora o per una piccola barca. Ha portata più limitata (antenna più bassa), ma offre grande flessibilità.
Con DSC: perché è un vero vantaggio
Il DSC è particolarmente utile se navighi spesso, a volte da solo, o vuoi inviare rapidamente un allarme strutturato. A patto di configurare correttamente l’identificazione (MMSI) e idealmente la posizione (GPS).
A bordo la sicurezza è un insieme: una buona VHF aiuta a comunicare, ma anche l’arrivo in porto deve essere gestito bene. Se vuoi rafforzare la parte “manovra”, ecco due guide utili: scegliere le cime d’ormeggio e scegliere i parabordi.
Riepilogo: usare la VHF in pratica
| Situazione | Cosa fai | Canale / funzione | Impostazione consigliata | Errore frequente | Risultato atteso |
|---|---|---|---|---|---|
| Accendere la VHF prima di uscire | Verifichi di sentire correttamente | Ascolto (watch) | Volume OK + squelch regolato (apri poi chiudi appena dopo il fruscio) | Squelch troppo chiuso | Riesci a sentire anche i messaggi deboli |
| Contattare la capitaneria | Chiamata breve, poi cambia canale se continua | Canale porto (spesso 9) | Potenza Low se vicino | Parlare troppo a lungo sul canale di chiamata | Scambio chiaro senza affollare |
| Comunicazione tra barche | Identifichi la barca, poi messaggio breve | Canale barca-barca | Low se vicino / High se lontano | Micro troppo lontano / messaggio troppo lungo | Ti capiscono al primo colpo |
| Restare in ascolto “utile” in navigazione | Ascolti sicurezza + canale di lavoro | Doppio ascolto | 16 + canale di lavoro | Restare su un solo canale | Non perdi una chiamata importante |
| Portata insufficiente / ti sentono male | Controlli la catena di trasmissione | VHF fissa | Passa su High se serve + controlla antenna/cavo/connettori | Pensare che sia “l’apparato” quando è l’antenna | Migliore portata e qualità audio |
| Situazione grave (urgenza/distress) | Allerti in modo rapido e chiaro | Canale 16 + DSC se disponibile | Messaggio strutturato + posizione se nota | Messaggio confuso / mancano info chiave | Comprensione immediata e aiuto più rapido |
- Volume OK + squelch regolato correttamente
- Canale 16 accessibile (o doppio ascolto attivo)
- Potenza su Low di default (High se serve)
- Se VHF fissa: connessione antenna pulita, senza gioco
- Se portatile: batteria carica, tenuta stagna (guarnizione) controllata
FAQ – VHF marina (domande espandibili)
Quale frequenza usa una radio VHF (Very High Frequency) marina?
Una VHF marina usa frequenze intorno a 156–162 MHz. In pratica non inserisci una frequenza: selezioni canali (16, 9, ecc.), che corrispondono a coppie standardizzate frequenza/uso.
Quale canale usa il DSC (Digital Selective Calling)?
Le chiamate digitali DSC usano un canale dedicato (di solito il canale 70) per trasmettere l’allarme e le informazioni. Poi la comunicazione vocale avviene su un canale di lavoro.
Come collegare una VHF con DSC al GPS per inviare automaticamente la posizione?
A seconda dell’attrezzatura, il collegamento avviene tramite NMEA 0183 o NMEA 2000. Una volta collegata e configurata, la radio può includere la posizione GPS in un allarme DSC.
Come testare una VHF con DSC senza attivare un falso allarme?
Non testare mai usando il pulsante DISTRESS. Usa solo le funzioni di test del produttore (se disponibili), oppure fai un test d’ascolto e uno scambio molto breve su un canale adatto con un contatto consenziente.
Cosa fare se premo “DISTRESS” (DSC) per errore?
Reagisci subito: annulla l’allarme se il tuo modello lo permette, poi annuncia chiaramente via VHF che si trattava di un allarme accidentale (restando breve).
Quale antenna VHF scegliere: 3 dB o 6 dB?
Un’antenna da 6 dB “concentra” maggiormente l’energia in orizzontale (spesso migliore portata con mare calmo), mentre una da 3 dB è più tollerante a rollio/sbandamento. La scelta dipende soprattutto dall’altezza di montaggio e dall’uso.
Perché la mia VHF fruscia o capta interferenze (anche in porto)?
Cause comuni: squelch regolato male, connessioni ossidate, coassiale usurato, disturbi elettrici. Metodo: isolare impostazioni → alimentazione → antenna/cavo → apparecchi a bordo.
Si può collegare una VHF a NMEA 2000 per vedere informazioni su un chartplotter?
Sì, a seconda del modello: può condividere dati (chiamate DSC, posizione, identità…) con la rete di bordo. Verifica compatibilità (NMEA 2000 / gateway).
Una VHF portatile può sostituire una VHF fissa per la sicurezza?
Ottima come complemento, ma la portata è spesso più limitata (antenna più bassa, potenza inferiore). Una VHF fissa ben installata è generalmente più efficace.
Cosa significa MMSI (Maritime Mobile Service Identity) e a cosa serve nella pratica?
È l’identificativo radio dell’imbarcazione: riconosciuto nel DSC, aiuta a coordinare i soccorsi e permette alcune chiamate selettive “mirate”.












